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ALCUNE RIFLESSIONI SULL'INCIDENTE del 01/03/2016 sulla A3
   
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Attualita’ e necessita’ delle azioni di gestione della sicurezza

Roma, 9 Marzo 2016

Sebbene i dati statistici mostrino, negli ultimi quindici anni, una marcata tendenza alla riduzione dell’incidentalità stradale, purtroppo la cronaca ci presenta ancora alcuni fatti altamente drammatici. Tra questi, l’incidente avvenuto lo scorso 1° Marzo sull’Autostrada Salerno Reggio Calabria nei pressi dello svincolo di Mileto, nel quale quattro ragazzi ventenni hanno perso la vita, merita una speciale attenzione sia per le circostanze e le condizioni che ne hanno determinato la dinamica, sia per la particolare gravità delle conseguenze.

Le descrizioni dell’evento riportate dagli organi di stampa (cfr. ad esempio:
www.repubblica.it/cronaca/2016/03/01/news/incidente_scontro_tra_auto_e_camion_in_galleria_sulla_a3_quattro_morti-134531466), indicano che la vettura sulla quale viaggiavano i ragazzi, dopo aver perso la corretta traiettoria per circostanze imprecisate, avrebbe urtato il montante posto all’ingresso della galleria e che, a seguito di questo primo evento, l’auto e i corpi dei ragazzi (addirittura sbalzati fuori dall’abitacolo, secondo alcune ricostruzioni) sarebbero stati proiettati verso la carreggiata, per essere poi travolti da due tir in transito. L’immagine della Figura 1 evidenzia il primo punto d’urto, localizzato sullo spigolo della struttura scatolare della galleria.


Figura 1 - il portale della galleria "San Rocco", sul quale si sarebbe determinato il primo urto della vettura (foto pubblicata in www.repubblica.it/cronaca/2016/03/01/news/incidente_scontro_tra_auto_e_camion_in_galleria_sulla_a3_quattro_morti-134531466.

Le indagini in corso da parte degli Organi di polizia stradale e dell’Autorità giudiziaria, potranno chiarire meglio le cause e le circostanze del sinistro; peraltro sembra altamente probabile che, trattandosi di un incidente “a veicolo isolato”, l’evento verrà rubricato nelle statistiche incidentali come un fatto pressoché esclusivamente ascrivibile alla condotta di guida. Tuttavia, la visione delle immagini che rappresentano il sito dell’incidente, suggerisce anche altre riflessioni riguardanti le prestazioni di sicurezza “intrinseca” di molte infrastrutture stradali in esercizio, anche se di recente realizzazione. Nel caso richiamato, ad esempio, chi è dotato di dimestichezza e sensibilità verso le tematiche stradali può facilmente osservare che il portale della galleria presenta uno spigolo esposto, il quale costituisce un punto di particolare criticità in caso di svio accidentale dei veicoli (Figura 2);


Figura 2 - un'altra immagine del portale "Nord" della galleria "San Rocco", che evidenzia la discontinuità geometrica dovuta alla presenza dello spigolo della struttura (immagine tratta da
https://www.google.it/maps/@38.5727649,16.093928,3a,75y,281.28h,80.76t/data=!3m6!1e1!3m4!1s75Lqxpmzf0nR8bexOowMTA!2e0!7i13312!8i6656.


se, inoltre, si considera che il portale “Nord” della galleria si colloca all’esterno di una curva sinistrorsa (per le percorrenze provenienti da SA e dirette verso RC, v. Figura 3), si comprende ancor più la significatività di tale aspetto.


Figura 3 - il tracciato dell'autostrada A3 e la galleria "San Rocco" (elaborazione immagine su base tratta da www.google.it/maps/@38.5721197,16.0937998,920m/data=!3m1!1e3).

Risulta paradossale osservare che dal lato opposto della galleria, ossia un corrispondenza del portale “Sud”, è invece presente una pur minima protezione dell’ostacolo (peraltro collocato, in questo caso, nella parte interna della curva, v. Figura 4).


Figura 4 – il portale "Sud" della galleria presenta una parziale protezione dell’ostacolo (immagine tratta da www.google.it/maps/@38.5712612,16.0909736,3a,75y,80.07h,82.8t/data=!3m6!1e1!3m4!1s4ZssDAFvd-ebjcnv18W3gA!2e0!7i13312!8i6656).

Le considerazioni che si possono trarre, da quanto fin qui proposto, sono purtroppo molto amare: pur senza entrare nel merito dell’accertamento di responsabilità riguardo all’incidente richiamato, è evidente che l’infrastruttura nel tratto in esame non presenta una configurazione ottimale. Problemi come quello qui evidenziato, d’altra parte, potrebbero essere riscontrati e rimossi all’esito di scrupolose attività di audit o di ispezioni di sicurezza. Invece, per inspiegabili ragioni, non trovano ancora attuazione le attività di gestione della sicurezza delle infrastrutture previste dal Decreto Legislativo 35 del 15 Marzo 2011. Si deve far notare che, oltretutto, l’infrastruttura ove è avvenuto l’incidente richiamato appartiene alla rete TEN-T, e quindi per essa la Direttiva 2008/96/CE risulta già cogente.

Analizzando il tema sotto un altro profilo, è da notare che la galleria in prossimità della quale si è verificato l’evento ha lunghezza inferiore a 500 m e quindi non ricade nell’ambito di applicazione della Direttiva 2004/54/CE, riguardante la sicurezza delle gallerie stradali; del resto, anche se essa avesse lunghezza superiore, il problema evidenziato non rientra tra quelli riscontrabili in base a quest’ultima normativa. A paradossi come questo intende porre rimedio il progetto europeo ECOROADS (www.ecoroadsproject.eu/news/ecoroads-project-workshop-on-roads--tunnels-safety-management), co-coordinato dalla AIPSS, e che mira proprio ad armonizzare e integrare tutti gli aspetti di interesse per le diverse direttive che trattano di sicurezza delle infrastrutture stradali.

In conclusione, si deve a questo punto aggiungere un altro elemento, veramente molto doloroso. Secondo quanto si apprende dagli organi di comunicazione (cfr. http://ilvibonese.it/cronaca/782-incidente-mortale-mileto, Figura 5), lo stesso punto della A3 era stato teatro, pochi mesi prima, di un altro incidente mortale nel quale un ragazzo di diciannove anni era rimasto ucciso.


Figura 5 - un articolo di stampa riguardante un precedente incidente nello stesso punto.

Anche in quel caso, sembra potersi dedurre che l’urto sarebbe avvenuto sull’ostacolo costituito dal portale “Nord” della medesima galleria (Figura 6).


Figura 6 - un'immagine dell'incidente avvenuto il 23 Novembre 2015 nello stesso punto della A3 SA-RC (http://ilvibonese.it/cronaca/782-incidente-mortale-mileto).

Risulta veramente difficile accettare che, dopo il verificarsi di un primo grave incidente, non si sia innescato un processo virtuoso di verifica delle condizioni dell’infrastruttura e di eventuale adozione di provvedimenti, finalizzati all’innalzamento delle condizioni di sicurezza. La responsabilità di chi opera professionalmente nel campo delle infrastrutture stradali, a tutti i livelli, è quella di far sì che eventi tragici, come quelli qui presentati, possano richiamare l’attenzione sulla necessità di compiere azioni mirate per migliorare le caratteristiche tecniche e funzionali delle infrastrutture. Inoltre, pare sempre più necessario favorire la diffusione della cultura tecnica della sicurezza stradale, poiché appare evidente che essa, attualmente, risulta del tutto insufficiente e inadeguata alle esigenze della circolazione e del traffico.

     
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